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Giuseppe Aricò

Giuseppe Aricò
autore
Vita e Pensiero
Giuseppe Aricò è stato professore ordinario di Letteratura latina nell’Università di Palermo (1980-1999) e successivamente nell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ove ha tenuto anche l’insegnamento di Storia del teatro greco e latino. I suoi principali interessi scientifici si sono articolati su tre filoni: l’epica romana (Virgilio, Valerio Flacco e soprattutto Stazio); la tragedia (Euripide, Livio Andronico, Ennio, Accio, Seneca); la riflessione dei Romani in tema di poetica e di critica letteraria (Cicerone, Orazio, Plinio il Giovane). Tra gli altri temi e autori studiati, compaiono Draconzio, Cassiodoro e la cultura latina, la ‘presenza’ classica, in relazione anche alla didattica dell’antico, la documentazione dell’arte figurativa e i suoi rapporti con la tradizione mitologica e letteraria. È componente del Comitato direttivo del «Bollettino di studi latini» e del Comitato scientifico di direzione di «Aevum».
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Scritti dell'autore

Ancora sulle morti di Agamennone (e di Egisto) digital
formato: Articolo | AEVUM ANTIQUUM - 2015 - 15
Anno: 2015
The study examines some Etruscan urns, one Apulian oinochoe and a Roman sarcophagus illustrating a peculiar account of Agamemnon’s and Aigisthos’ murder. Subsequently, the difficult issue of identifying some of the characters represented therein is considered, also relying on the comparison with the fragments of Pacuvius’ Dulorestes...
€ 6,00
Enea o il disagio dell'eroismo digital
formato: Articolo | AEVUM ANTIQUUM - 2010 - 10
Anno: 2010
€ 6,00
La maschera e il volto. Orazio, ars 86 ss. digital
formato: Articolo | AEVUM ANTIQUUM - 2004 - 4
Anno: 2004
Una rilettura della pagina di Orazio, ars 86-118, condotta con l'ausilio di passi di Aristotele (rhet. 3, 7, 1408a, 10 ss.; poet. 1455a, 30 ss.) e di Cicerone (de orat. 2, 185 ss.), induce a ridimensionare l'esegesi proposta da Florence Dupont all'interno di una sua recente valutazione del ruolo dell'attore (in particolare tragico) nel teatro romano. L'attore 'oraziano' non è un "epiteto", una immagine fissa sprovvista di carattere, una maschera senza volto; al contrario è un vultus che ha sembianze e sensi umani, in virtù dei quali soltanto può scattare la sympatheia degli spettatori e l'autore, conseguentemente, può esercitare la sua azione psicagogica. Anche per questi aspetti l’Ars non rispecchia una situazione di fatto del teatro romano, bensì propone un modello di teatro non ancora realizzato a Roma, portando avanti la battaglia che Orazio ha da sempre condotto contro la rozzezza e l’improvvisazione, contro la amoralità di una letteratura disancorata dall’impegno etico e civile come dalle norme del decorum e della coerenza artistica.
€ 6,00
 
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